| "E ADESSO SUBITO LA BANCA DEL DNA" da La Stampa del 21 marzo 2009 |
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L'Italia è in grave ritardo sul resto d'Europa! Dicono che a frenare sia l'Autorità per la Privacy. (La Stampa) Necessita, per il nostro Paese, la Legge sulla Banca Dati del DNA. Siamo in grave ritardo sul resto d'Europa! Lo dice il Ministro dell'Interno Roberto Maroni, lo ribadisce il Ministro Mara Garfagna. La direttiva europea che ha regolamentato il traffico delle informazioni sul DNA, presupponendo che ogni Paese si sia dotato di una infrastruttura è del maggio 2005. A promuovere una legge che istituisca la Banca Dati del DNA ci ha provato, la scorsa legislatura, il vice premier Francesco Rutelli, ora ci ha riprovato Roberto Maroni, ma è tutto fermo! I giornalisti della Stampa, riportando "voci di corridoio" dicono che a frenare il varo definitivo della legge, già approvata dal resto d'Europa, sia l'Autorità Garante della Privacy.(La Stampa 21 marzo 2009). Nel marzo 2009 il Senato ha approvato un testo sull'argomento e la Camera "lo sta esaminando". Un passo è stato fatto, il Governo ha recepito i consigli della Convenzione di Lanzarote e ha già organizzato una banca dati del DNA per i pedofili ed è giunto il momento di avviare quella che riguarda i responsabili di reati a sfondo sessuale. La Banca Dati del DNA consentirà di svolgere indagini semplici, sicure e tempestive. Garantirà una giustizia certa, rapida e costituirà un valido deterrente per il criminale. Al Convegno organizzato dal Comitato Nazionale per le Biotecnologie e Biosicurezza, il Colonnello dei RIS Luciano Garofano ha spiegato quali accelerazioni e tempestività possono apportare alle indagini per violenze sessuali una Banca Dati del DNA scientificamente organizzata. La legge da approvare prevede che la Banca Dati sia custodita dal Ministero della Giustizia e che i prelievi (effettuati, per esempio, da un tamponcino strofinato nella bocca) vengano effettuati a tutti i detenuti e poi agli arrestati come già avviene per le impronte digitali e le foto segnaletiche in modo innocuo e indolore. (da La Stampa del 21 marzo 2009) |